Voci dall’Italia Podcast

Articolo di Isacco Piroddi. Questa è la terza puntata del podcast Voci dall’Italia. Come ogni giorno, per #100happydays, il gruppo di lettori di Casa Sirio Editore, guidato da Simona e Nereia, vi terrà compagnia con la consueta raccolta di interventi degli ascoltatori. A parte verrà presentato l’intervento di Alessandra Pagani, l’ideatrice del progetto benefico 100 Happy Days, che ha fornito l’ispirazione per il podcast. 

Libri, canzoni, poesie  

Un suggerimento tratto dal libro Sabbie mobili, dell’aforista e critico letterario Giuseppe Pontiggia è il preambolo della puntata di oggi, per bocca dell’ascoltatrice Francesca, da Roma. Nel capitolo preso in esame, Pontiggia parla dell’acquisto di libri consigliando di non farsi intimorire dal prezzo di un libro che ci attira particolarmente e che vorremmo comprare. Questo perché spendere tanti soldi per un libro di nostro interesse è più gratificante del rammarico per un acquisto sbagliato.  

Segue Massimo, un altro romano, che sfrutta una nota canzone di Francesco De Gregori, Viva l’Italia, per infondere speranza in chi ascolta. Intervengono il laziale Giovanni e la siciliana Paola, il primo con un’ironica lista della spesa di Vittorio Gassman, la seconda legge una poesia di una poetessa contemporanea. 

L’ottimismo

È successivamente la volta di un aneddoto, raccontato dalla romana Marina, che ha fatto dell’ottimismo la sua arma per la sopravvivenza in questo periodo di pandemia. Poiché bastano piccoli gesti, anche inusuali, per stare bene, lei ha scritto una lettera cartacea a un’amica lontana. Ci insegna a trasformare un momento di stasi, in un’occasione di riscoperta di abitudini strane per questi tempi, proprio come lo è scrivere con carta e penna in un mondo che imperversa di social, chat, cellulari e posta elettronica. 

Un viaggio chiamato vita, romanzo di Banana Yoshimoto, è l’argomento dell’aneddoto raccontato dalla monzese Daniela, che vuole condividere un pensiero sul giardinaggio, i fiori e le piante, scritto dalla Yoshimoto nella sua opera. In un giardino, dice la scrittrice, ci si guarda a vicenda, ci si innamora l’uno dell’altro. Quindi si parla di giardinaggio e di amore, perché ognuno di noi deve trovare un significato alla propria vita, prendersi cura di ciò che ama, amare il prossimo, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria. 

Consigli di lettura

Antonella da Cernusco sul Naviglio fornisce un consiglio di lettura da quarantena, con una piccola recensione del romanzo L’uomo seme, in cui l’autrice testimonia una vicenda inverosimile accaduta durante la sua adolescenza. Siamo nel 1852, un villaggio dell’Alta Provenza è rimasto tutto femminile per due anni, perché tutti gli uomini ostili a Luigi Napoleone Bonaparte, futuro imperatore Napoleone III, erano stati deportati, arrestati o mandati al fronte. Così, tutte le donne, sentendo la mancanza dell’amore avevano deciso di condividersi il primo uomo che sarebbe capitato nel villaggio. Avevano lo scopo di ridare vita alla comunità. Questo pamphlet è stato anche riadattato per il teatro. 

Ma i consigli di lettura non finiscono qui: infatti il successivo intervento, firmato da Valeria, da Roma, riporta la lettura ad alta voce dell’incipit di un romanzo pubblicato in Italia da Minimum Fax Il vento selvaggio che passa, scritto da Richard Yates. Il libro è stato oggetto di trasposizione cinematografica in un film che ha rivisto la partecipazione della famosa coppia di Titanic (Kate Winslet e Leonardo Di Caprio). 

E a chiudere la puntata interviene l’ideatrice stessa del podcast, Simona Scravaglieri, che esprime il suo fascino per le puntate, tanto che curandone il montaggio non riesce mai a intervenire in mezzo agli altri ascoltatori. 

I 100 happy days  

Come da consuetudine delle puntate, interviene anche Alessandra Pagani, che propone la sua chicca di gratitudine giornaliera: è lei infatti l’ideatrice del progetto benefico 100 Happy Days, il cui tema sono i momenti felici di ogni giorno.

Per la terza puntata lancia al pubblico il seguente gioco per infondere un po’ di gusto in un momento storico in cui il Covid si riconosce anche dal fatto che porta via gusti e odori. Alessandra suggerisce, per contro, di  pensare al piatto preferito durante la propria infanzia o adolescenza e ricordarne l’odore e il sapore, poi provare a visualizzarlo nella mente e, magari, perché no?, provare a ricrearlo cucinandolo. Infatti durante l’emergenza sanitaria del marzo 2020, che ci obbliga ai domiciliari forzati gli italiani stanno cucinando molto. Siamo una delle poche nazioni dove è finita la farina e ci divertiamo a sperimentare le tradizioni culinarie. Del resto, gli italiani sono un popolo di buongustai e la nostra tradizione gastronomica è uno dei vanti più importanti, insieme al nostro patrimonio artistico e culturale.  

Potete ascoltare la puntata qui

Isacco Piroddi è nato a Segrate il 15 settembre 1992. Durante un master universitario si è avvicinato al mondo del web, dei social e della comunicazione per l'editoria. Ha svolto uno stage curricolare in un'agenzia di pubblicità, dove si è occupato di web, social e copywriting. E' appassionato di libri, audiolibri, radio, podcast, web e social.

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