Voci dall’Italia Podcast

Siamo giunti alla decima su cento puntate del podcast Voci dall’Italia, che ci distrae dalla quarantena anti-Covid. Per evadere da un periodo turbolento e cupo, le gioie sono il tema di questo capitolo. Si va da una chiacchierata, all’arrivo di un oggetto raro, si parlerà di consigli di sopravvivenza e si ascolterà un racconto. Buon ascolto a tutti. 

Paolo e Francesca 

Il capofila di questa puntata è la siciliana Paola. Avrebbe voluto regalare al pubblico una canzone di Mina, voce emblematica del cantautorato italiano. Ma, poiché non sapeva come mandare un vocale cantato, ha rimediato omaggiando il Poeta per antonomasia. Infatti, ci trasporta tutti nel quinto canto dell’Inferno dantesco, recitando la storia di Paolo e Francesca. Siamo nel secondo girone infernale, che punisce i lussuriosi. Qui Dante incontra due amanti, travolti da una bufera: sono Paolo e Francesca. Francesca è promessa sposa di Gianciotto Malatesta, ma si innamora del fratello di lui, Paolo. La loro tresca verrà scoperta da Gianciotto, che li ucciderà. Paola recita le note terzine in cui Francesca racconta a Dante la relazione clandestina con Paolo, che li ha portati alla morte e alla dannazione eterna. 

Ventuno lezioni per il ventunesimo secolo 

In questa puntata Alessandra Pagani si avvale, per la sua riflessione sulla gratitudine, del saggio Ventuno lezioni per il ventunesimo secolo, scritto nel 2018 da Yuval Noah Harari, saggista israeliano. Il tema è una riflessione sui progressi tecnologici che hanno abbassato il livello di allerta dell’uomo moderno. Per sostenere la sua teoria, Harari fa un confronto con gli uomini primitivi che, quando andavano a caccia o a pesca, erano attenti a ogni minimo movimento circostante. L’uomo moderno invece ha perso questa prudenza. Se comprimo un prodotto al supermercato sappiamo che è innocuo, mentre gli uomini primitivi dovevano tenere la guardia altissima. Così dovremmo fare anche noi. Ma siamo troppo distratti dai progressi della tecnologia. Ma non bisogna mai abbassare la guardia, e non solo col Covid. Questa è la lezione di sopravvivenza che ci trasmette Alessandra, attraverso il saggista Harari,

La gioia della spesa, come ai vecchi tempi 

Anche in tempo di pandemia si può vivere il presente come speranza di normalità. Lo testimonia Aria Luce, da Venezia, raccontando una scena a cui ha assistito una mattina di marzo. Sotto casa sua c’è un canale, che viene attraversato da un fruttivendolo ambulante. Un giorno, Aria Luce ha aperto le finestre di prima mattina e ha visto passare il barchino della frutta. Tutta la gente si è avvicinata per fare la spesa, senza accalcarsi. E ad Aria Luce sono tornati in mente i tempi di sua nonna, che comprava la frutta da quel barcaiolo ortofrutticolo. Perché rievocare i vecchi tempi, in un’epoca di pandemia, fa sperare nel loro ritorno. 

Ricevere una cartolina nell’era dei social 

Le cartoline. Queste comunicazioni postali cartacee, che ora sembrano morte. Le trovavi nella cassetta delle lettere e non vedevi l’ora di rivoltarle, per guardare la fotografia della località vacanziera da un lato e un messaggio scritto a mano dall’altro lato. La posta elettronica, i social media e le applicazioni di messaggistica, sembrano aver oscurato queste forme di comunicazione. Ma siamo sicuri che siano scomparse? Marina, da Roma, ci dimostra il contrario. Ha ricevuto una cartolina da una sua amica, che la incoraggia a essere come un cactus: adattarsi, resistere, rifiorire. E invita anche tutti noi a seguire questo saggio consiglio. 

Monteverde Nuovo e la Resistenza 

Per la terza volta si torna a omaggiare il quartiere romano di Monteverde Nuovo. Questa volta però, l’ascoltatrice Francesca non lo fa tramite scrittori famosi, come nelle due puntate precedenti, bensì tramite un racconto poco conosciuto. Scritto da Nina Quarenghi, docente di lettere e collaboratrice all’Istituto di Storia della Resistenza italiana. È un racconto, pubblicato per Arkadia Editore, che vuole omaggiare i caduti della Resistenza, che avevano abitato il noto quartiere romano. 

Potete ascoltare la decima puntata del podcast, qui

Isacco Piroddi è nato a Segrate il 15 settembre 1992. Durante un master universitario si è avvicinato al mondo del web, dei social e della comunicazione per l'editoria. Ha svolto uno stage curricolare in un'agenzia di pubblicità, dove si è occupato di web, social e copywriting. E' appassionato di libri, audiolibri, radio, podcast, web e social.

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