downloadL’autrice, cattolica, giornalista Rai e mamma di quattro figli, nonchè scrittrice di due o tre romanzi, sostiene che la donna debba essere sottomessa, ossia, messa sotto, come diceva San Paolo, per costituire le fondamenta, solide, della famiglia.
Ciò non significa che la donna valga meno dell’uomo, significa solo che ha una funzione di pilastro, atto a consolare, accogliere, amare e coccolare tutta la famiglia. Deve essere quindi disponibile e dedicare del tempo a tutti i componenti famigliari, ognuno trattato con rispetto e attenzione per la sua individualità.

Il libro si compone di diverse lettere, scritte all’amica, all’amico o alle figlie  bisognosi di consigli sui temi del matrimonio, convivenza, l’aborto, il ruolo della donna.

Ci sono diverse pagine di riflessione sul matrimonio (l’idea dell’autrice: sposarsi sempre), sul tema dell’aborto (non farlo), sull’educazione dei figli (cattolica, molto cattolica o meglio come scrive nella sua bio “felicemente cattolica”), sulla condizione della donna sempre scissa tra lavoro e famiglia (propone di chiedere aiuto allo stato).

La Miriano è una ultra ortodossa cattolica, una fondamentalista, insomma, su alcune questioni, esagera. Nonostante ciò  mi è piaciuto il messaggio di fondo: qualcuno crede ancora nell’istituzione della famiglia e sostiene, con convinzione, che ne vale la pena.
Pronta a perdonare l’ integralismo cattolico – in fondo ‘sta religione le ha dato un lavoro: lavora per Rai Vaticano – pronta a perdonare, dicevo, perchè mi piace l’idea della famiglia in stile Mulino Bianco e chi la difende, mi sono trovata a farmi delle domande. (sì, anche a noi donne capita: ci facciamo delle domande).

Mi chiedo: come fa una con un lavoro full time, quattro figli, un marito da tenere d’occhio (il libro è pieno di allusioni al fatto che i mariti, se non li tieni d’occhio, son sempre pronti a scoparsi la segretaria), diversi libri scritti, altri in scrittura, il tour promozionale dei libri eccetera, ecco, mi chiedo come faccia lei in primis a mettere in atto le parole, grondanti carità cristiana, che scrive in questo libro e i consigli – anche non richiesti – che si affanna a dare.

A mio avviso, semplicemente non ce la fa, nemmeno con la protezione del Principale.

Alessandra Pagani si occupa di progettazione, coordinamento, supervisione e realizzazione di contenuti e progetti didattici, sia cartacei sia digitali, per l’università e la formazione accademica. Ha lavorato dal 2008 al 2020 per l’editore McGraw-Hill Education. Da gennaio 2021 è l’editor della collana Trattati e Manuali di Vita e Pensiero Editrice, casa editrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 2016 al 2021 ha insegnato il proprio lavoro al master Professione editoria cartacea e digitale e al master Booktelling comunicare e vendere contenuti editoriali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È autrice di Manuale di editoria universitaria, Progettare contenuti per l’apprendimento, Editrice Bibliografica, 2020. Coordina le attività di promozione alla lettura del sito www.unalettrice.org, come Geranio, il gruppo di lettura mensile e virtuale. È autrice del podcast Voci dall’Italia, podcast nato durante il primo lockdown di marzo 2020 come proposta di Simona Scravaglieri e del gruppo di lettura Casa Sirio editore e andato in onda ogni giorno per cento giorni. Dal 2020 al 2021 ha scritto e condotto Stranger Books, programma radiofonico di libri, tecnologia e didattica su RadioActiva.

No Comments

    • Stefano (Stia di Anobii)

    • 8 anni ago

    Pienamente d’accordo con te, non ce la fa!
    Salvare la famiglia, sì, magari con un po’ più di impegno dei signori uomini…
    me compreso!
    Sui fondamentalisti cattolici bisognerebbe aprire un altro capitolo…

    1. oh stefano, sono contenta che tu dica “con un po’ più di impegno da parte degli uomini”. Se c’è una cosa che mi intristisce è che sembra sempre che la famiglia è una cosa che vogliono le donne, invece secondo me si fa in due.Quindi le tue parole mi rallegrano. 🙂

  1. Passi da gigante verso l’emancipazione femminile. Vorrei sapere cosa direbbe se il suo sposo le imponesse di fare la casalinga

    1. secondo me non vede l’ora…

      1. 🙁 il punto è che vuole pure fare proselitismo..

  2. Consigli non richiesti di una fondamentalista cattolica, e ho detto tutto!
    Non credo ad una virgola di quello che può dire, mi spiace.

    1. io mi domando perchè la riflessione sul – complicato – ruolo della donna (madre, lavoratrice, casalinga, individuo) debba essere portata avanti o dalle “femministe” moderne o dalle cattoliche. Perchè manca una riflessione laica sul ruolo della donna?

      1. E’ una domanda fondamentale, la tua: analisi sempre agli estremi che non aiutano, anzi.
        Ci vuole un colpo di reni, che ci porti a riflettere sulle persone e i loro ruoli nella società, aldilà della genderizzazione. La società cambia nel tempo: servono idee e pensieri nuovi che riguardino sia uomini che donne.
        Ti assicuro che un titolo del genere “Sposati e sii sottomessa” mi fa rizzare i capelli sulla testa. E mi fa in…zzare.

        1. (riflessione da editor) credo che questo libro abbia venduto bene anche per il titolo. In realtà si riferisce alla sottomissione citata da San Paolo – ossia la donna come fondamenta della famiglia, però con tutte queste copie vendute mi chiederei sinceramente se non serva una riflessione sulla donna – il mondo è già abbastanza maschiocentrico, per oggi non li consideriamo.

    • silvanascricci

    • 8 anni ago

    Non sono per nulla d’accordo su quanto scrive questa donna.
    Le famiglie alla mulino bianco non esistono e da lontano tutte le isole sono felici; poi, secondo me, la signora bara ed ha almeno una domestica ed una tata.

  3. Ahia, qua si toccano temi un bel po’ pericolosi, soprattutto per l’ateissimo sottoscritto… Brava e sottile, Alessandra!

    1. ciao Giorgio! che piacere 🙂 sono temi delicati ma mi piacerebbe che ci fossero più libri che parlano del ruolo della donna…e non solo cattolici!

      1. Direi che il “non solo cattolici” lo puoi anche togliere.
        Ti dico la verità, l’argomento non è uno dei miei preferiti, ma non perchè mi sta sulle scatole, semplicemente non mi ci sono mai avvicinato. Vedi a farsi nuovi amici? Si imparano sempre cose nuove, si hanno sempre stimoli diversi, si allargano le proprie vedute… continuo?

        1. 🙂

          beh comunque non sei l’unico uomo a non avvicinarsi a questi argomenti…:)

          1. Non so che dirti, io la condizione della donna non la reputo proprio un argomento di discussione, siete talmente superiori a noi che è impossibile anche solo affermare il contrario. Per quello che riguardo la letteratura, mi rendo conto che agli argomenti seri, spesso gli editori preferiscono le frivolezze (e sono stato gentile) alla Parodi o Kinsella. Non so, io un libro della Rossanda lo leggerei, ma non è che ne sia pieno il mondo.

      2. PS: sono sposato da due anni, mia moglie lavora (io no), ed è lei quella che, tornata a casa, continua a macinare cose da fare, posti da vedere, situazioni da sgarbugliare. Io lo so, è lei quella con le palle, e, in generale, lo siete un po’ tutte. Ed è giusto così

  4. Premettendo che non l’ho letto…se dietro la penna ci fosse stata una casa e chiesa e niente lavoro, l’avrei in extremis accettata…
    Ma con tutto quel che fa, sottomissione non c’è.
    Simo

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