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Vuoi sapere come il tuo albero genealogico influenza la tua vita quotidiana? Attraverso l’analisi delle favole Sabina, costellatrice, ci introdurrà a questo magico e ancestrale processo. Ogni mese analizzerà per noi una favola in chiave costellativa, per aiutarci a comprendere simboli e archetipi, che lavorano nella nostra vita. Voglio dare un caloroso benvenuto a Sabina, lascio a lei la parola e la propria auto-presentazione.

Ciao,

io sono Sabina di Anima e Radici e nella vita traduco simboli e metafore in parole semplici. Per farlo utilizzo uno
strumento potentissimo: le costellazioni familiari. Purtroppo intorno a queste c’è una gran confusione così,
seguendo quella che è la mia missione, proverò a fare un po’ di chiarezza e spiegartele in poche e semplici
parole.
Ognuno di noi porta con sé delle energie interiori che si manifestano nel quotidiano, di alcune non ne siamo
consapevoli perché profondamente inconsce come, ad esempio, quelle familiari ereditate. Bert Hellinger, padre
fondatore di questo metodo, ha scoperto che siamo interconnessi con più generazioni grazie ai campi
morfogenetici. Questi potremmo immaginarli come una rete di fili invisibili che registrano l’informazione di
un membro di un gruppo e la trasmettono all’intero gruppo. In effetti, l’epigenetica ha dimostrato che i traumi, i nodi e i dolori sono trasmissibili per 14 generazioni.
Potrebbe sembrarti una condanna alla sofferenza perpetua, ma credimi, non è così!
Se facessimo una lista di doni, talenti, qualità, potenzialità e problematiche vedremmo come i primi quattro
punti superino di gran lunga l’ultimo.
Con queste informazioni possiamo divenire sempre più consapevoli di ciò che ci accade e riconnetterci
con la nostra vera essenza per vivere il nostro destino con tutta la sua unicità. Perché, vedi, quando non
siamo del tutto allineati a noi stessi molto spesso viviamo il destino di qualcun altro.
Le costellazioni famigliari ci aiutano, quindi, a guardare la vita dal punto di vista dell’anima e iniziano dove qualcosa si
è precedentemente interrotto in un albero genealogico. Può trattarsi di un trauma da guerra vissuto da un
antenato, un nodo energetico rimasto in attesa di essere sciolto oppure qualcosa che attende la pace.
L’albero genealogico è una metafora di una parte profonda di noi: lavorando su quegli archetipi riusciamo
a riprogrammare il nostro rapporto con la vita e riallinearci con quello che davvero rappresenta per noi.

Complicato da comprendere? Sì, ma per aiutarti uso le fiabe, perché queste spesso nascondono nelle loro
trame delle vere e proprie costellazioni familiari. All’origine di ogni fiaba c’è una dinamica costellativa di
fondo e sono qui proprio decodificarle insieme a te!

La Loba: la fiaba

“Incontrai la donna delle ossa e dopo non fui più la stessa”

Clarissa Pinkola Estès, Donne che ballano coi lupi, Sperling & Kupfer

Iniziamo con ‘La loba’, il primo racconto che ci riporta Clarissa Pinkola Estées in “Donne che corrono coi
lupi”.
Lei ne ha parlato da un punto di vista psicologico e archetipale, io ne andrò ad analizzare l’albero
genealogico.


La protagonista di questa fiaba è una vecchia che vive in un luogo nascosto dell’anima che tutti conoscono
ma pochi hanno visto. Come nelle favole dell’Europa orientale, sembra essere lì ad attendere chi si è
perduto, vagabondi e cercatori. È circospetta, spesso pelosa, sempre grassa e desidera evitare la compagnia. Vive insieme a una cornacchia e una gallina che chioccia e solitamente emette suoni più animaleschi che umani.
L’unica occupazione della Loba è la raccolta delle ossa, in particolare quelle che corrono il pericolo di
andare perdute nel mondo
. La sua caverna è piena di ossa delle più varie creature: cervi, crotali, corvi ma si
dice che la sua specialità siano i lupi.
Striscia e setaccia le montagne e i letti prosciugati dei fiumi alla ricerca
di ossa di lupo e quando ha riunito l’intero scheletro e la bella scultura bianca della creatura è davanti a lei,
allora siede accanto al fuoco e pensa a quale canzone cantare. Quando è sicura, si leva sulla creatura,
solleva su di lei le braccia e inizia a cantare.

Allora le costole e le ossa delle zampe cominciano a ricoprirsi di carne e la creatura si ricopre di pelo. La
Loba canta ancora e altre parti della creatura tornano in vita, la coda ispida e forte si rizza e ancora la Loba
canta e il lupo comincia a respirare e il canto diventa così profondo che il fondo del deserto si scuote. Il
lupo, allora, apre gli occhi, balza in piedi e corre lontano giù per il canyon. Poi improvvisamente, a causa
della stessa velocità della corsa o forse perché finisce in un fiume o perché un raggio di sole o di luna lo
colpisce al fianco, il lupo si trasforma in una donna che ride e corre libera verso l’orizzonte.

I nomi della Loba


Potrei dirti che vive fra putride scarpate di granito nel territorio indiano di Tarahumara o sepolta nella
periferia di Phoenix vicino a un pozzo. Forse, invece, è stata vista in viaggio verso il Monte Alban su un carro
bruciato, con il finestrino posteriore aperto, o magari a cavallo con un fucile da caccia tra le mani in
compagnia dei coltivatori diretti verso Morelia in Messico. O, ancora, presso il mercato di Oaxaca intenta a
portare sulle spalle strane fasce.
Diversi sono i nomi a cui risponde: Huesera, la donna delle ossa, la Trapera, la raccoglitrice, la Loba, cioè la
donna lupa.

Che cosa è la Loba?


Nel racconto vediamo come la Loba sia una vecchia. In termini costellativi lei è l’antenata più sana e forte
dell’intero albero genealogico. Se hai già fatto costellazioni familiari sai che ci sono correnti di pensiero che
tendono ad utilizzarla come strumento di ricerca genealogica mentre altre la mettono in campo con
l’obiettivo di radicare il femminile alla conoscenza antica e ancestrale che porta con sé.
Viene descritta come grassa e pelosa. Il grasso è da sempre simbolo di abbondanza, per questo è
ricollegabile ai concetti di cura, rinascita alla morte simbolica, gestazione di progetti e sogni. Mentre il pelo
ricorda quello pubico materno che ci fa da sipario quando facciamo la nostra prima comparsa in questo
mondo

La simbologia della gallina


L’abbondanza è ripresa nel racconto anche dalla figura della gallina. Questa rappresenta il mistero della vita
(è nato prima l’uovo o la gallina?), l’abbondanza e la connessione con l’altro mondo (ripensa per un attimo
al suo rimestare con le zampe nella terra).

La simbologia della cornacchia


Altro animale che accompagna la Loba è la cornacchia che rappresenta la morte intesa come sorella
gemella della vita. È l’inverno che precede la primavera ed è sempre e solo a servizio della vita stessa.

Simbologia delle ossa e della caverna


Come abbiamo detto inizialmente, la Loba può cambiare nome ma quello che attira di più la mia attenzione
è la simbologia della‘ la donna delle ossa’. Le ossa hanno un significato simbolico molto potente: rappresentano le nostre strutture interiori e nelle culture antiche venivano considerate sacre perché si riteneva che dentro al midollo risiedesse l’anima.
La caverna in cui vive è lo spazio sacro interiore al quale accediamo troppo poco, il mondo dell’inconscio e
dei suoi tesori. Le nostre forze strutturali (ossa) le possiamo trovare lì e nel racconto vengono identificate
come appartenenti a cervo, crotalo, corvo e lupo. Analizziamone insieme la simbologia.
Il cervo e il crotalo sono il rinnovamento costante che il corpo e la vita ci spingono continuamente ad
attuare. Il corvo è associato al sole, quindi al sacro maschile, mentre il lupo è il femminile per antonomasia.
Infatti, la connessione che quest’ultimo ha con gli istinti animaleschi rudi e basici è la stessa che ha una
donna in travaglio o durante le mestruazioni.
Nel racconto si narra come la donna ricomponga l’intero scheletro e riporti in vita l’animale grazie al canto
magico. Quello che, forse, non sai è che la magia di una costellazione familiare è data proprio dalle frasi
chiave che io, costellatore, utilizzo nello svolgimento del lavoro.
Queste frasi svelano le dinamiche nascoste
e permettono alle energie di fluire laddove prima erano bloccate. Il blocco più comune è l’amore profondo
verso qualcuno che non c’è più e che non abbiamo mai conosciuto. Il raggio di sole o luna che colpisce l’animale e lo trasforma in donna è la benedizione degli antenati.

fonte https://www.traewynjewelry.com/

La Loba: il significato costellativo


Il deserto rappresenta quella fase della vita in cui tutto sembra morto e non sembrano esserci soluzioni. È
quella fase di catarsi che ho notato precedere la ricerca di una guarigione spirituale. La costellazione di
questo racconto è il contatto con la Loba-femminile selvaggio, ancestrale, atavico, capace di rinascere e
morire seguendo il flusso della vita e facendo fluire anche le rigidità (ossa) che portiamo dentro di noi.
È il bisogno di ogni donna di andare simbolicamente dall’ava per accogliere la benedizione e sentirsi piccola.
Quando ci sentiamo piccole nei confronti di chi ci ha precedute diveniamo donne perché è solo così che
riusciamo ad accogliere la benedizione che ci viene data.
Gli antenati vogliono il futuro e noi lo siamo. ‘’Siamo il frutto dell’amore di migliaia di persone’’ e per fare
grandi cose ce ne serve il sostegno. Le costellazioni servono a riprogrammare il flusso affinché il sostegno
arrivi a noi e nel racconto lo si vede nel raggio di sole o luna che colpisce la carcassa.
Questo racconto ci dice che tutti i lavori su di sé e sul femminile (cerchi di donne, rituali etc) sono molto
belli ma vanno ‘’inseriti’’ come informazione nell’albero genealogico. Infatti, è proprio a livello di quello che
Hellinger definisce secondo livello della coscienza, quello collettivo a cui simbolicamente appartiene
l’albero, che noi possiamo trovare la Loba.

Questa, però, non è l’unica fiaba che racchiude in sé una vera e propria costellazione, ce ne sono tante altre: ci rivediamo qui tra un mese per la prossima favola?

Alla prossima,

Sabina

 Vuoi sapere come il tuo albero genealogico influenza la tua vita quotidiana? fissa una call con Sabina scrivendo a info@animaeradici.it

Sono Sabina e mi piace definirmi una ‘traduttrice di simboli e metafore in parole semplici. Anima e Radici (www.animaeradici.com) è un progetto che la mia anima ha partorito in una notte di inizio estate. È nato perché ho sentito la necessità del mondo di Riconnettersi al sacro, all’Essenziale, alla Madre Terra e alla sua energia, agli antichi rituali e modi di vivere i ritmi naturali, le mestruazioni, le fasi lunari, etc. I suoi valori sono i valori che ogni giorno coltivo nella mia vita e che ti aiuto a riscoprire anche nella tua: l’armonia, l’amore e il rispetto per l’anima, sempre guidata dagli ideali di integrità ed eticità.L’obiettivo di questo progetto è mettere a servizio del mondo la creatività, la Metagenealogia e le Costellazioni Familiari Sistemiche Evolutive per far sì che più persone in risonanza riescano a recuperare i propri frammenti di anima dispersi in tempi remoti per poi proseguire con il proprio destino in maniera più armoniosa e consapevole.

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