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La prima foto che ho visto nel 2017 era la foto di un’agenda. La copertina bianca  aveva al centro un semicerchio nero, fatto con un pennello dalla punta grossa, intinto nell’inchiostro e ho sorriso: che augurio per questo 2017.

È un cerchio fatto con un movimento solo, fluido e elegante.  Il punto iniziale, il punto in cui il pennello si è appoggiato, per stabilizzarsi, un attimo prima di dare inizio al movimento, è spesso. Io noto una maggior pressione rispetto al resto del semicerchio. La pittura, piena e grossa all’inizio del tratto, sfuma, con naturalezza, nell’ultima parte del cerchio, perchè si è esaurita.

Il simbolo viene spesso utilizzato per raccontare un’antica filosofia cinese, il Wu Wei, il non agire. In realtà non significa non fare nulla, stare immobili ad aspettare. Wu Wei significa lasciarsi fluire, accompagnare gli eventi naturali, essere ricettivi e attenti in ogni situazione per capire quali sono le trasformazioni intorno a noi e cosa fare per accompagnarli.

Wu Wei parla della flessibilità che dobbiamo avere quando muore un famigliare, quando una tempesta si abbatte sulla nostra casa, quando qualcuno molto amato se ne va e ci lascia soli, quando perdiamo il lavoro.

Un noto testo buddhista, il Sutra del cuore, afferma: “La forma è vuoto, il vuoto è forma”. L’essenza di tutte le cose è il vuoto, il nulla permea l’intero universo fisico come spazio, interiore ed esteriore. Non si può capire il vuoto perché non appare, invece tramite il quarto chakra e il suo corpo sottile, diventa possibile prestare attenzione, per esempio fra un suono e l’altro, ascoltare le pause fra una nota musicale e l’altra, le pause fra i pensieri, il vuoto tra l’inspirazione e l’espirazione, così facendo, dentro di noi cresce la dimensione del silenzio importante tanto quanto il suono.

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Alessandra Pagani si occupa di progettazione, coordinamento, supervisione e realizzazione di contenuti e progetti didattici, sia cartacei sia digitali, per l’università e la formazione accademica. Ha lavorato dal 2008 al 2020 per l’editore McGraw-Hill Education. Da gennaio 2021 è l’editor della collana Trattati e Manuali di Vita e Pensiero Editrice, casa editrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 2016 al 2021 ha insegnato il proprio lavoro al master Professione editoria cartacea e digitale e al master Booktelling comunicare e vendere contenuti editoriali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È autrice di Manuale di editoria universitaria, Progettare contenuti per l’apprendimento, Editrice Bibliografica, 2020. Coordina le attività di promozione alla lettura del sito www.unalettrice.org, come Geranio, il gruppo di lettura mensile e virtuale. È autrice del podcast Voci dall’Italia, podcast nato durante il primo lockdown di marzo 2020 come proposta di Simona Scravaglieri e del gruppo di lettura Casa Sirio editore e andato in onda ogni giorno per cento giorni. Dal 2020 al 2021 ha scritto e condotto Stranger Books, programma radiofonico di libri, tecnologia e didattica su RadioActiva.

Comments(2)

    • Stia

    • 6 anni ago

    tutto vero, tutto bello… sigh… peccato che noi non siamo “orientali” ,
    peccato, appunto, nel senso che non riusciamo, per vari motivi, ad entrare in queste dimensioni, in questo fluire. Arricchirebbe la nostra a volte troppo pragmatica “occidentalità” .

    1. sì, non solo non siamo orientali, ma non siamo nemmeno più abituati a sapere cosa pensiamo… Per esempio… Quali sono i tuoi pensieri ricorrenti? Se fai un elenco saprai cosa ti sta bloccando… Non so se è chiaro, riformulo: quel che pensi in modo ripetuto non ti fa fluire.

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