9788838666087

Stamattina ho letto un articolo di Giulio Mozzi, che, con estrema serietà, scrive: In caso di refusi l’editore può fare un cazziatone al proto. Il proto. Questa parola mi ha aperto il mondo dei ricordi. 

Non sentivo questa espressione da circa 8 anni quando pubblicai un testo di Storia dell’Economia a cura del prof Tommaso FanfaniIl professore, parente di Amintore Fanfani, era un uomo di una classe e eleganza impareggiabili. Vestiva con giacche a quadri in tweed, parlava volentieri di Viareggio, la sua città, e della Piaggio, di cui aveva scritto la storia. Aveva modi gentili, parlava piano e scriveva a matita sugli angoli delle bozze cartacee. Mi lasciava degli appunti sulle bozze: “per proto: inserire una virgola” “per proto: togliere la parola economico”. “per signorina Alessandra: qui possiamo aggiungere il glossario?”. Era meticoloso e voleva consegnare le bozze cartacee tramite corriere postale, anche se, sul finire dei lavori, li convinsi a scansionare i fogli e a inviarmeli tramite internet. Lui era un po’ stupito, e recalcitrante, ma alla fine si fidava. Aveva all’epoca circa 65 anni, io 28.  

Ricevevo le sue bozze, sempre precedute da una e-mail molto cortese. Aprivo il pacco di carta marrone con su il mio nome e leggevo. Ogni poche pagine mi imbattevo nella parola proto e rimanevo li a fissarla, incerta su come procedere.

Curavo i rapporti con l’autore, rivedevo la bozza, sia dal punto di vista dei contenuti, sia ero responsabile di farla impaginare decentemente, quindi amministravo un budget e diversi fornitori: il compositore che impaginava e riportava le correzioni segnalate dal prof, il grafico della copertina, scrivevo i testi per il sito web e per il foglio notizia per le librerie, controllavo e consegnavo i file di stampa alla produzione, correggevo e liberavo le ciano. Il mio lavoro all’epoca veniva chiamato Development Editor. Era un mix di competenze di editor, redattore, coordinamento editoriale, web content editor e produzione: in pratica dal primo contatto con l’autore fino al lancio in libreria erano cavoli miei. L’obiettivo era far arrivare un buon libro in libreria per l’inizio dei corsi universitari. Mi piaceva. Pubblicavamo quasi 100 libri all’anno.

Aprendo le bozze finemente vergate mi chiedevo se il proto fosse uno strano animale dell’era preistorica. La parola mi ricordava le amebe, gli organisimi microcellulari che vivevano in strani ecosistemi. Ho sempre avuto una fantasia poderosa. Mi basta poco per ridere sotto i baffi, persa nel mio mondo.

Un giorno, eravamo forse in terza bozza, il professore capì che non c’era alcun proto. Ero sempre io a rileggere e correggere le bozze. Con i modi gentili che lo distinguevano smise di scrivere proto, in silenzio. Aumentarono i commenti “per signorina Alessandra”.

Quando il libro uscì, festeggiammo, con gli altri docenti coinvolti, al ristorante della Bocconi. Fu l’ultima volta che lo vidi. L’anno seguente appresi la notizia della sua morte dai giornali e mi dispiacque. Otto anni dopo il mio lavoro si chiama Programme Manager. La filiera delle cose che faccio si è allungata, ma, in pratica, lavoro ancora con i contenuti per l’università. Talvolta si trasformano in libri cartacei, meno che in passato, ma recentemente ho pubblicato un libro di Zoologia. Ho cercato bene nelle bozze, e non ho trovato nessun proto. 

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Alessandra Pagani si occupa di progettazione, coordinamento, supervisione e realizzazione di contenuti e progetti didattici, sia cartacei sia digitali, per l’università e la formazione accademica. Ha lavorato dal 2008 al 2020 per l’editore McGraw-Hill Education. Da gennaio 2021 è l’editor della collana Trattati e Manuali di Vita e Pensiero Editrice, casa editrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 2016 al 2021 ha insegnato il proprio lavoro al master Professione editoria cartacea e digitale e al master Booktelling comunicare e vendere contenuti editoriali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È autrice di Manuale di editoria universitaria, Progettare contenuti per l’apprendimento, Editrice Bibliografica, 2020. Coordina le attività di promozione alla lettura del sito www.unalettrice.org, come Geranio, il gruppo di lettura mensile e virtuale. È autrice del podcast Voci dall’Italia, podcast nato durante il primo lockdown di marzo 2020 come proposta di Simona Scravaglieri e del gruppo di lettura Casa Sirio editore e andato in onda ogni giorno per cento giorni. Dal 2020 al 2021 ha scritto e condotto Stranger Books, programma radiofonico di libri, tecnologia e didattica su RadioActiva.

Comments(2)

  1. Ma, in buona sostanza, proto sta per…? 🙂

    1. Era il responsabile della tipografia di un libro.

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