LIBRI BELLI

Essere due: dalla passione alla quieta sicurezza

Chi meglio della signora Némirovsky, e con un’arma più affilata, ha saputo scrutare l’anima passionale della gioventù del 1920, quel suo frenetico impulso a vivere, quel desiderio ardente e sensuale di bruciarsi nel piacere?» scrisse, all’uscita di questo libro, il critico Pierre Loewel.

Le giovani coppie che vediamo amoreggiare in una notte primaverile (la Grande Guerra è finita da pochi mesi, e loro sono i fortunati, quelli che alla carneficina delle trincee sono riusciti a sopravvivere) hanno, apparentemente, un solo desiderio: godere, in una immediatezza senza domani, ignorando «il lato sordido della vita», soffocando quella «parte d’ombra» che ciascuno si porta dentro.

Eppure, quasi sulla soglia del romanzo, uno dei protagonisti si pone una domanda che ne costituirà il filo conduttore: «Come avveniva, nell’unione coniugale, il passaggio dall’amore all’amicizia? Quando si cessava di tormentarsi l’un l’altro per volersi finalmente bene?». Con mano ferma, e con uno sguardo ironicamente compassionevole, Irène Némirovsky accompagna i suoi personaggi, attraverso le intermittenze e le devastazioni della passione, fino alla quieta sicurezza dell’amore coniugale.

A volte, certo, alcuni di loro rimpiangeranno «l’ebbrezza triste e folle dell’amore», e a quasi tutti accadrà di inoltrarsi, almeno per un po’, nelle vie perigliose dell’adulterio; ma il tempo riserverà loro una sorprendente rivelazione: che quell’«essere due» che del matrimonio costituisce l’essenza e «il flusso discontinuo, lento e possente dell’amore coniugale» conferiscono alla coppia una sorta di invincibilità.

Una scrittura folgorante

Grazie alle splendide atmosfere dipinte dalla scrittrice, fin dalle prime righe il lettore si trova proprio a Parigi, alla fine della prima guerra mondiale, nei ruggenti anni 20, spettatore dell’amoreggiare nelle notti primaverile dei protagonisti del libro.

“Spesso l’amore non è che il ricordo di un istante d’amore”.

Oppure:  

Si baciavano. Erano giovani. I baci nascono in modo così naturale sulle labbra di una ragazza di vent’anni! Non è amore, è un gioco: non si insegue la felicità, ma un attimo di piacere. Il cuore non desidera ancora niente: è stato colmato d’amore durante l’infanzia, saziato di affetto. Che taccia, adesso. Che dorma! Che lo si dimentichi!

O ancora:

Da giovani, in certi momenti in cui la felicità arriva al punto più alto, quasi doloroso, si è al tempo stesso attori e spettatori – spettatori inebriati, innamorati di se stessi.

non riuscivo a smettere di leggere. L’abilità nel tratteggiare l’emozione dell’amore declinata nelle varie fasi della vita, lei che è morta giovanissima – mi incuriosiva e mi ha spinto ad andare avanti.  Quale scrittore maschio spenderebbe mai così tante pagine a chiedersi come il matrimonio modifica, prima leggermente, e poi per sempre due persone?

Introspezione sul matrimonio

All’inizio del romanzo  i protagonisti si fanno una domanda che sarà il filo conduttore di tutto il libro:

Come avveniva, nell’unione coniugale, il passaggio dall’amore all’amicizia? Quando si cessava di tormentarsi l’un l’altro per volersi finalmente bene?

Il talento e l’acume della scrittrice descrivono l’inizio dell’amore e la sua trasformazione con l’avanzare del tempo e il passaggio nell’età adulta. Non concordo con quelli che definiscono il libro cinico o spietato, cos’è l’amore di coppia se non la capacità di diventare mano a mano che la vita avanza non due ma un’unica persona?

Un marito e una moglie non vedono i lineamenti l’uno dell’altro, non compiono quel lavoro mentale che consiste nel paragonare di continuo l’immagine rimasta nella memoria e quella che hanno davanti agli occchi in quel preciso momento. Guardano il sorriso e non il disegno della bocca, l’espressione e non la forma degli occhi, e questo per dieci, quindici anni…Poi, a un tratto, una sera, una sera come le altre, lui legge, lei cuce, e uno dei due alza gli occhi; l’altro, sentendo quello sguardo su di sè forse domanderà:” Che c’è? Che hai?”. Il primo risponderà: “Niente”, oppure “ti amo”, o qualcosa di altrettanto automatico, ma in realtà, per un attimo, l’uomo o la donna hanno realmente visto, e a volte hanno dovuto fare un impercettibile sforzo, per riconoscerlo, il volto di chi condivide con loro la vita.

Irene Nemirovsky, Due,  unalettrice.org

Irene Nemirovsky, Due
Traduzione di Laura Frausin Guarino
Biblioteca Adelphi
2010, 7ª ediz., pp. 237
isbn: 9788845924729
Temi: Letteratura francese
 € 15,72
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Alessandra
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Alessandra Pagani si occupa di progettazione, coordinamento, supervisione e realizzazione di contenuti e progetti didattici, sia cartacei sia digitali, per l’università e la formazione accademica. Ha lavorato dal 2008 al 2020 per l’editore McGraw-Hill Education. Da gennaio 2021 è l’editor della collana Trattati e Manuali di Vita e Pensiero Editrice, casa editrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 2016 al 2021 ha insegnato il proprio lavoro al master Professione editoria cartacea e digitale e al master Booktelling comunicare e vendere contenuti editoriali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È autrice di Manuale di editoria universitaria, Progettare contenuti per l’apprendimento, Editrice Bibliografica, 2020. Coordina le attività di promozione alla lettura del sito www.unalettrice.org, come Geranio, il gruppo di lettura mensile e virtuale. È autrice del podcast Voci dall’Italia, podcast nato durante il primo lockdown di marzo 2020 come proposta di Simona Scravaglieri e del gruppo di lettura Casa Sirio editore e andato in onda ogni giorno per cento giorni. Dal 2020 al 2021 ha scritto e condotto Stranger Books, programma radiofonico di libri, tecnologia e didattica su RadioActiva.

No Comments

  1. Non ho ancora letto tutto della Nemirovsky e questo mi manca, ma sottolineo amcora

  2. Ho letto molti libri della Nemirovsky e posso confermare che ogni sua opera è uno scavare nell’animo umano tanto da lasciare spiazzato qualsiasi lettore, soprattutto se lo stesso immagina la giovane età della scrittrice ai tempi della stesura delle sue opere. Le frasi alla Baricco (mi piace tantissimo questo riferimento!) lo si perdona con la chiarezza e la minuziosità delle descrizioni dei sentimenti dei protagonisti.

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