Author: Unalettrice

LIBRI BELLI

Recensione: Murasaki Shikibu, Memorie di corte, Luni editrice, 2019

Murasaki Shikibu è la celebre autrice del Genji monogatari,
uno dei più grandi romanzi della letteratura mondiale, considerato da molti critici il primo vero romanzo psicologico della storia.
Può darsi, anzi, che questo diario, che in realtà è frammentario (riguarda solo gli anni dal 1008 al 1010) sia stato anche una raccolta di note prese per essere usate nella composizione del romanzo.

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La vita di Murasaki Shikibu è stata oggetto di molti studi e molte ipotesi, ma con poche certezze.
Il nome stesso con cui è passata alla storia, “Murasaki”, un fiore di colore viola, è tratto da uno dei personaggi centrali del suo romanzo, la moglie del principe Genji. Murasaki Shikibu, figlia di un nobile appartenente al clan dei Fujiwara, nata verso il 978, rimase vedova molto presto con una bambina, e diventò in seguito dama d’onore dell’Imperatrice, morendo verso il 1014, a meno di quarant’anni. La sua cultura e il suo talento le valsero l’apprezzamento e i favori della corte imperiale, ma suscitarono anche molte invidie e gelosie.

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In quel mondo raffinato all’estremo, abitato solo da nobili e aristocratici sottoposti a cerimoniali ferrei, in quella gabbia dorata, ovviamente si nascondevano rivalità velenose e lotte di potere a tutti i livelli, dai membri della famiglia imperiale alle dame di corte, dai ministri ai più oscuri funzionari.
Dietro alle sontuose descrizioni delle cerimonie, ai passatempi letterari e musicali, agli abiti complicati e sfarzosi, si rivela la sottile crudeltà che costituisce la trama eterna della vita dei potenti.

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La finezza e la profondità delle osservazioni di Murasaki fanno così rivivere i momenti di un mondo lontanissimo e perduto che ridiventa attuale davanti agli occhi del lettore, come un racconto orale trasmesso di generazione in generazione.

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Whats’up America? Viaggio alla ricerca dello spirito degli Stati Uniti. Intervista con Anna Bressanin

La giornalista della BBC a New York Anna Bressanin ci guida in un viaggio virtuale attraverso la nazione, ponendo domande fondamentali sull’americanità, la religione, il sesso, le droghe e la libertà alle persone più interessanti che ha conosciuto negli States, intrecciandole ad un vivace racconto degli episodi personali, politici e sociali più sorprendenti e tumultuosi di dieci anni di vita americana.

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Recensione: Ameya Canovi, Di troppo amore, fuori dal labirinto della dipendenza affettiva, Sperling & Kupfer 2022

Come si distingue un amore infelice da un amore disfunzionale? Chi sono i manipolatori? Il nostro passato ci rende vulnerabili? Soffrire per amore non va più di moda e questo libro insegna a scegliere per sé stessi la felicità. La dottoressa Ameya Canovi è una psicologa esperta in relazioni disfunzionali e ha voluto mettere a frutto la sua esperienza intima di dipendenza affettiva e il suo lavoro con centinaia di pazienti in un saggio divulgativo e godibile.

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Recensione: Elena Zucchi, Le scintille di Alma, Arkadia Editore

Alma Boselli è una trentacinquenne di origini nobili, ricercatrice di Economia Aziendale in una prestigiosa università milanese. Segnata da un profondo dramma infantile, la misteriosa morte della madre, è fondamentalmente insicura. L’incontro con Marzio, anche lui con un’infanzia difficile, si trasformerà in un rapporto intenso, sebbene irto di ostacoli. La sfuggente sensualità dell’uomo, tuttavia, porterà ben presto Alma a fare i conti con il suo passato e a trasformare il sentimento in una sorta di ossessione. Il tutto mentre anche nell’ambiente professionale le acque si faranno sempre più agitate. E sarà proprio nel momento in cui si sente sprofondare maggiormente che la giovane conoscerà un gruppo di persone molto particolari, con le quali cercherà di riemergere a una vita più tranquilla. Sullo sfondo di una Milano trafelata e sempre di corsa, un romanzo accattivante sugli umori e i malumori di una donna in carriera scombussolata dalla ricerca dell’amore esistenziale e dalla risoluzione di un antico dolore.

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Recensione: Big Magic, Elizabeth Gilbert, Rizzoli

rima di tutto, credeteci. Non datela vinta alla paura. E ogni giorno, con perseveranza, semplicità e assoluta leggerezza, mettetevi lì, rimboccatevi le maniche e rinnovate il vostro sogno. Si può fare, parola di Elizabeth Gilbert. L’autrice in questo nuovo libro esplora a fondo per noi il processo creativo, mettendoci a parte della sua esperienza e della sua prospettiva unica: la natura misteriosa dell’ispirazione riguarda tutti, ognuno di noi la contiene, ma spesso non sappiamo dove scovarla. La creatività non è, in fondo, un salto del processo logico? Coltiviamo allora la curiosità, accogliamo con spirito lieve le giravolte della vita, e combattiamo con brio ciò che ci spaventa. Poco importa se il nostro sogno è quello di scrivere un libro, o di diventare attori, o di far fronte al meglio agli impegni di lavoro, o se stiamo invece pensando di intraprendere un’avventura a lungo rimandata. Elizabeth Gilbert ci esorta, con fare scanzonato, a portare alla luce i tesori che ognuno di noi custodisce in sé e ad affrontare la quotidianità a testa alta, con consapevolezza, passione e libertà. Non è difficile, e il mondo ci si spalancherà davanti, fatto di gioia e speranze finalmente raggiungibili. Quindi “fate ciò che vi fa sentire vivi. Seguite le vostre passioni, ossessioni e compulsioni. Fidatevi. Create a partire da qualsiasi cosa provochi una rivoluzione nel vostro cuore. Il resto verrà da sé”

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