Recensione: La Quinta Stagione di N.K.Jemisin, volume 1 La terra spezzata

La Quinta Stagione è un inverno lunghissimo: dura decenni, anzi centinaia di anni, a volte migliaia, ed è causato da sismi apocalittici che radono al suolo intere civiltà. Le com, le comunità di abitanti che abitano il mondo fantastico inventato da N.K. Jemisin, si descrivono enumerando il numero di Stagioni cui sono sopravvissute. Sulla Terra inventata da Jemisin vivono gli Immoti (gli esseri umani) e altre razze: i misteriosi Mangiapietra e gli Orogeni.

Protagonisti del romanzo gli Orogeni, riescono a sensire (non è un refuso!) la Terra e a prevederne i terremoti, i movimenti tellurici, lo spostamento delle placche. Gli Orogeni possono quietare la terra e silenziare i terremoti, ma non sono benvoluti. Infatti il loro legame con la terra funziona anche al contrario: possono scatenare un terremoto e radere al suolo intere civiltà. Sono temuti e disprezzati: li chiamano, in modo dispregiativo, rogga (…e non suona un po’ come nigga?Andate avanti e capirete). La vita di un Orogeno non è libera, né giusta: sono temuti e odiati. Sono perseguitati, nascosti, uccisi; o, se sono fortunati, sono presi fin da piccoli e messi sotto la tutela di un Custode, nel Fulcro, e costretti a usare il loro potere per il bene del mondo.

Damaya, una bambina,  Syenite una giovane donna e Essun, una vedova,
hanno la pelle nera dei rogga e sono impegnate nella lotta alla sopravvivenza e, allo stesso tempo, nella costruzione della propria vita a discapito di chi cerca di renderle schiave. La Terra Spezzata, il primo volume della trilogia, è dedicata “a quanti devono combattere per ottenere quel rispetto che agli altri è garantito” e le donne protagoniste sono delle combattenti nate, forse come l’autrice, Nora Jemisin, donna, afroamericana e attivista politica interessata ai temi sia del cambiamento climatico sia dell’uguaglianza razziale. Insieme alle controparti maschili – il misterioso Alabaster, l’imperscrutabile Hoa, l’indeciso Tonkee lottano in un mondo squassato da siccità e carestie, mentre misteriosi obelischi solcano i cieli e strane creature escono dalla terra mangiando pietre e uccidendo senza pietà.

Dopo le prime cinquanta pagine di spaesamento ho amato la scelta
dell’autrice di utilizzare un linguaggio particolare: com, Orogeno,
sensire, la Legge Stagionale, i Kirkhusa, le Midlat. Le parole scelte
evocano la potenza delle faglie squassate dai terremoti, suonano a
volte come monito – una bevanda si chiama Innocua – a volte rimandano
ad aspetti del nostro mondo – rogga, ricorda nigga – di un’attualità disarmante. Il linguaggio è rock, l’ho amato molto. Posso aggiungere che
la traduzione è fatta da Alba Mantovani, traduttrice di grande
esperienza e sensibilità linguistica, che conosco personalmente perché insegniamo nello stesso Master di II livello di Professione Editoria dell’Università Cattolica di Milano.

Oscar Fantastica, cioè la collana di Mondadori che pubblica fantasy e
fantascienza mi ha contattato per inviarmi La Quinta Stagione,
una trilogia fantasy che ha riscosso successo planetario. Non sono
un’abituale lettrice del fantasy: se seguite questo blog sapete che
potete trovare più di 200 recensioni di narrativa italiana e straniera
e saggi ma nessun romanzo di genere. Però ho accettato con entusiasmo
perché oggi il fantasy è un fenomeno culturale di grande moda e
coinvolge milioni di persone nel mondo. Basti pensare che ai fenomeni
che negli ultimi venti anni hanno dominato il nostro immaginario: da
Harry Potter (letto, strepitoso) a Hunger Games, alla trilogia di
Veronica Roth, Divergent (letta, adorata), a Twilight, Shadowhunters e
le numerose serie di vampiri, ai remake e sequel di Star Wars. Inoltre
io amo leggere per puro intrattenimento… quindi, ecco le mie
impressioni sul primo volume di La Quinta Stagione.

L’autrice, già nota ai lettori, è donna, afroamericana e attivista politica interessata ai temi sia del cambiamento climatico sia dell’uguaglianza razziale. Mi è piaciuta la nota di ringraziamenti finale a cura dell’autrice dove racconta un orribile momento in cui dubitava fortemente dell’opera: “cancellate questo disastro delirante!” scrive “Hackerate Dropbox per eliminare ogni copia!” aggiunge e ringrazia tutti coloro che l’hanno, invece, supportata a continuare la scrittura della Quinta
Stagione. Beh, mi è stata già simpatica: noi donne siamo maestre
nell’auto-sabotaggio anche quando stiamo scrivendo una Trilogia che ha vinto 3 premi Hugo!

Non vedo l’ora di leggere il secondo e il terzo volume della trilogia: Qui trovate il primo volume.

Alla prossima recensione,

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