Una lettrice a Montereggio, il paese dei librai

Una lettrice a Montereggio 

Durante le vacanze sono stata a Montereggio, in Lunigiana. La Lunigiana, una vallata formata da piccole valli, una terra aspra e ricoperta di castagni e cerri, è la terra di cui è originaria la mia famiglia.  Si trova in Toscana solo per comodità burocratica:  il dialetto, la cucina e il carattere degli abitanti sono più simili a quelli degli antichi Liguri che vivevano in queste valli. La Lunigiana è una terra dalla viabilità difficile, le valli non sono mai state collegate tra di loro e spostarsi da un paesino all’altro presuppone sempre mezz’ora di macchina, almeno. Anche se ho abitato in Lunigiana per quasi 5 anni non avevo mai visitato Montereggio, fino a quest’estate: ecco il mio racconto sulla Quattordicesima Festa del Libro di Montereggio (www.montereggio.it) e sulle origini del misterioso paese dei librai. 

Festa del libro a Montereggio 2017 

Sono stata a Montereggio durante l’annuale festa del libro, Quattordicesima edizione del mercato del libro raro, usato e d’occasione. Ogni anno, in agosto, il piccolo borgo si riempie di stand improvvisati: un tavolino, una vecchia valigia, una libreria a parete diventano contenitori di libri usati che si possono acquistare per pochi euro.Durante la quattro giorni di Festa del libro (quest’anno era tra il 19-27 agosto 2017) ci sono stati incontri con autori, aperitivi letterari, mostre, degustazioni di prodotti tipici, interviste e letture. Il borgo si ripopola e ogni angolo viene riempito di libri. 

 

La libreria del paese è uno stanzone con un ammasso di testi di ogni genere. L’ho adorata. Non c’è nessuno all’interno: si può girare tranquillamente, prendere in mano i libri, sfogliarli, leggerne una pagina senza che nessuno dica nulla. Alla fine di una lunga panca piena di libri c’è una cassetta in metallo verde con un foro: sono vecchie cassette per la posta. In questo caso però la funzione è diversa: un cartello, un semplice foglio A4 stampato, dice: “I prezzi sono indicati sul retro del libro, potete lasciare i soldi nella cassetta, grazie”. 

 

Il programma della Festa del libro è davvero super ricco: quest’anno hanno anche allestito una mostra con i partecipanti al Silent Book Contest 2017: si tratta di libri illustrati senza nemmeno una parola, è un concorso organizzato in collaborazione con la fiera del libro di Bologna, aperto a illustratori italiani e stranieri. Si partecipa sul sito ufficiale,  e la vincitrice 2017 è una illustratrice italiana  Arianna Papini con il suo Silent Book Revolution (potete vederlo qui http://www.silentbookcontest.com/www.silentbookcontest.com/winner.html)

Il borgo è splendido, gli incontri e il programma della Festa del libro sono ricchissimi e la cucina lunigianese una delle mie preferite ma la cosa che ho amato di più di questa gita improvvisata è stata pescare, in santa pace, quattro libri da una valigia di vimini e lasciare i soldi nella cassettina di fianco.

 

 

 

 

Montereggio il paese dei librai, la storia di un borgo misterioso. 

Dopo aver trascorso una mezza giornata a Montereggio ho avuto la curiosità di cercare qualcosa in più su questo misterioso paesino. 

In pochi passi si va dal Borgo Feltrinelli a Piazza Angelo Rizzoli, magari passando per via Tiziano Barbieri, se si vuole fare un salto nell’unico albergo-ristorante; ma c’è la possibilità di andare a bussare a qualche accogliente cantina d’amici in piazza Mimma Mondadori o di prendere il fresco sul viale Luigi Einaudi, che a ben vedere è insieme alla piazza della Repubblica, l’unica eccezione in questo paese sparso tra i castagni dell’Appennino tosco-emiliano, dove le (poche) vie sono rigorosamente dedicate a editori italiani. Si chiama Montereggio, e almeno per le sue vie è unico al mondo: un borgo medievale in gran parte ristrutturato, tra le cui case di pietra grigia è nato il commercio ambulante dei libri in Italia. . (Fonte: Mauro Baudini, Corriere della sera, 8 novembre 1998)

 

A Montereggio e a Parana è difficile che la gente sappia leggere e scrivere; non ci sono che le pecore e castagni e si vive mangiando formaggio e polenta dolce, in attesa che l’inverno diventi primavera e l’estate autunno, così da un anno all’altro. Eppure ogni casa di Montereggio è piena di libri intonsi; e a ogni stagione c’è un pastore che lascia il villaggio e va per il mondo a fare il libraio. La storia dei pastori librai della Lunigiana si perde nel tempo. Si ignora il nome di chi si lanciò per primo nella grande avventura; si sa solo che la partenza dei neo-librai fu sempre solenne. Sembrava obbedissero a una strana ispirazione: si presentavano ai vicini e dicevano: “Vado”.

Dopo ore ed ore di diligenza arrivavano alla grande città, andavano da un editore e, con pochi quattrini ricavati dalla vendita delle castagne, del formaggio e delle foglie di gelso, compravano i resti del magazzino. Non avevano confidenza con l’alfabeto, ma “sentivano” quali libri era il caso di comprare e quali no: in virtù del sesto senso che, dicono è stato loro donato dal demonio in un’ora di benevolenza. Acquistavano la “Genoveffa”, il “Guerin Meschino”, i “Tre moschettieri”, le “Poesie” del Giusti, la “Massima Eterna” ed altri libri di preghiere, le “Tragedie” del Manzoni, l’ “Orlando Furioso”, la “Gerusalemme Liberata” e perfino il Boccaccio. 

Quando la valigia di fibra era piena, se la caricavano sulle spalle e andavano per le campagne italiane a offrire con mille accorgimenti i libri ai contadini. Aprivano per esempio una pagina qualsiasi dell’Orlando Furioso e cominciavano a declamare. Non leggevano, ma ripetevano le ottave che avevano sentito leggere da altri. I contadini, dopo essersi fatti giurare sulla Madonna dei Sette Rosari che lì dentro c’erano scritte proprio quelle belle parole, si decidevano a prendere il libro per non meno di dieci soldi. Dopo aver girato le campagne i librai scendevano di nuovo nelle città dove distendevano i libri sui muriccioli e sui marciapiedi.  (tratto dall’articolo “Hanno nella valigia i cavalieri antichi” di Oriana Fallaci  pubblicato su “Epoca” del 6 settembre 1952)

 

I librai di Montereggio 

Lazzarelli a Novara, Rinfreschi a Bolzano, Piacenza, Pistoia, Genova; Ghelfi a Verona e in almeno altri dieci centri; Giovannacci da Milano a Courmayeur; Fogola a Torino, l’Aquila, Ancona, Genova, Pisa; Tarantola a la Spezia, Modena, Udine, senza contare quelli all’estero.  Le generazioni successive passarono dalla gerla alla bancarella, in seguito alla libreria e, oggi, utilizzano il web per la vendita dei libri. Molte di queste librerie diventarono delle vere e proprie Agorà, punti d’incontro e di scambio culturale.

L’amore per i libri e la sete per la conoscenza fece si’ che alcuni librai crearono delle piccole ma dinamiche case editrici, capaci di offrire un modello culturale alternativo, meno mediatico, meno soggetto a interessi economici di breve durata, rivolto al gusto del lettore. La più famosa fu la Casa Editorial Maucci presente a Barcellona, Buenos Aires e Città del Messico. Grazie ad essa, con una politica commerciale popolare aggressiva, i classici della letteratura europea ebbero grande diffusione in tutti i paesi di lingua spagnola.

 

I librai di Montereggio contrabbandieri della cultura nel Risorgimento? 

Nel periodo risorgimentale i Maucci producevano, a Casale Monferrato, pietre da rasoio destinate anche al mercato francese. Gli ambulanti, valicate le Alpi e venduta la merce, al loro ritorno riempivano le loro ceste dei così detti “libri proibiti”, diventando così dei veri e propri “contrabbandieri della cultura”. Testi erotici, opere di Machiavelli, di Voltaire ma anche di Mazzini, Pellico, D’Azeglio o Gioberti, tutti testi vietati dalla oscurantista censura sabauda e da quella politica austriaca. Un’attività fatta prima su commissione e successivamente in modo indipendente trasformò questi “contrabbandieri della cultura” in veri e propri librai ambulanti, che andavano di paese in paese e di città in città, spesso braccati, vendendo tali opere tra almanacchi e lunari, contribuendo non solo alla diffusione del libro ma, soprattutto al diffondersi delle idee “sovversive” del Risorgimento Italiano. 

 

 

Il premio Bancarella, idea dei librai di Montereggio 

Nel 1954 i Librai di Montereggio furono tra i principali promotori del Premio Bancarella, un premio che vuole essere il simbolo di ciò che furono: ambulanti, venditori itineranti, diffusori di idee, sempre vicini al lettore e interpreti del gusto del cliente. Lo stesso riconoscimento del vincitore è interamente affidata ai librai, cioè a coloro che nella lunga filiera del libro sono i più vicini al mondo dei lettori.

Scrive Oriana Fallaci in un articolo pubblicato su “Epoca” del 6 settembre 1952

“Prima di lasciare i librai di Pontremoli fecero un giuramento. Erano riuniti in una sala del Municipio, proprio sotto il campanile, e le loro facce rugose apparivano, nella penombra, solenni come quelle di arcaiche statue di legno. Gli uomini vestivano per lo più abiti a righe, e avevano sul panciotto, bene in mostra, la catena d’oro. Le donne, più dimesse, tenevano al braccio sinistro certe ampie borse da spesa. Erano i librai più vecchi del mondo: i capelli bianchi apparivano come distinzione necessaria in quell’adunata. Uno a un certo punto si alzò, alto e massiccio, con baffoni all’umbertina, e disse: “Ed ora, amici, propongo un solenne giuramento: quello di ritrovarsi nel nostro paese, ogni anno, in un dato giorno, a questa stessa ora, finché Iddio ci conserva, a fare una bella mangiata”. Seguì un lungo silenzio; poi i librai alzarono lentamente all’altezza del viso la mano e giurarono.”

(tratto dall’articolo “Hanno nella valigia i cavalieri antichi” di Oriana Fallaci  pubblicato su “Epoca” del 6 settembre 1952 )

Nel borgo durante la Festa del libro una mostra storica ripercorre il rapporto tra i librai di Montereggio e gli editori: concludiamo questa storia con uno splendido sorriso!

 

Se l’articolo ti è piaciuto lascia un “mi piace” di supporto, sia qui che sui social.

La pagina Facebook di Una Lettrice https://www.facebook.com/1lettrice/

Il profilo Instagram: https://www.instagram.com/unalettrice/

 ciao,

Alessandra 

4 commenti

    1. Author

      sì, davvero, molto particolare!

  1. Buongiorno, abbiamo letto il suo bellissimo articolo, siamo veramente felici che abbia scritto sul nostro paese. Tuttavia, ci permettiamo di sottolineare una piccola ma, per noi membri di un’Associazione Culturale di Volontariato importante, svista dovuta sicuramente alla non conoscenza delle tematiche locali. Abbiamo visto che ha citato contenuti unici, ne siamo contenti, tratti dalla nostra pagina web (parte contrabbandieri della cultura) http://www.montereggio.eu. Avremo il piacere se volesse citare anche la nostra fonte, soprattutto in considerazione del fatto che Montereggio.it è l’organizzatrice della manifestazione, con scapi di lucro. La ringraziamo, anticipatamente, per la sua eventuale collaborazione. Grazie giacomo maucci

    1. Author

      gentile Giacomo,
      spero sia molto chiaro che ho scritto questo articolo gratis, per aumentare la possibilità che delle persone vengano a visitare montereggio, o anche solo che a delle persone sia noto cosa sia Montereggio: nonmolti lo conoscono…
      ehm, il mio post comprende la mia esperienza a montereggio e dei brani scritti da altri, per esempio Oriana Fallaci o un articolo del corriere della sera… è tutto citato nell’articolo, come in tutti gli articoli che scrivo. Ho aggiunto il sito http://www.montereggio.eu

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.