Leggo stamattina che è uscito “Editori sul web. Un anno di osservatorio sull’innovazione nell’editoria”, una mappatura di 200 case editrici e del loro rapporto con internet, dal social network ai distributori digitali. Da quanto ho capito leggendo l’articolo qui sotto, gli editori sono stati classificati per il loro comportamento sul web a partire dalle categorie – echiane, cit.- di apocalittico, integrato, integrato moderato. Sono curiosa di vedere chi-sta-dove. il libro costa 1 euro, è disponibile in PDF, .ePub e .mobi sul sito di Asterik edizioni. Così descrivono il progetto: Una ricerca condotta su 200 case editrici con gli occhi, dell’utente, del lettore e dell’acquirente; è ancheLeggi tutto

L’anno scorso soltanto il 46% degli italiani ha letto almeno un libro, tra questi il 51,9% sono donne e il 39,7% uomini; per tracciare un paragone è utile sapere che tali numeri lievitano fino all’82% nel caso della Germania, al 70% in Francia mentre, in Spagna, il 61,4% degli intervistati si concede la lettura di (almeno) un libro. Nel 2011 gli italiani hanno speso 131milioni di euro per l’acquisto di un e-book reader (contro i 16milioni dell’anno prima) e 472milioni (contro 210milioni) per l’acquisto di un tablet, così come sono aumentati i titoli digitali disponibili: erano 1.619 nel 2009, sono diventati 31.416 a metà 2012.Leggi tutto

Ieri, a Milano, c’è stata la terza edizione di  IFBOOKTHEN un convegno, che si tiene tutti gli anni, sul futuro dell’editoria. Le parole chiave di questa edizione sono state tecnologia, dati (e metadati)  e contenuti. Stamattina, per fare un report per i miei colleghi, ho letto qualche articolo. Secondo me il più chiaro e completo è questo di @iscarlets che scrive:  Il ruolo e la funzione dell’editore non si discutono; si perseguono con l’attenzione ai dati e la fiducia da parte dei lettori. La prima cosa che rimane in testa, una volta usciti dall’edizione 2013 diIf Book Then, è un’assenza. Di formati, di standard, di ePub, HTML e XMLLeggi tutto

La collega che nessuno di noi vorrebbe avere è, in primo luogo, donna. Un sondaggio svolto su un campione di conoscenti  afferma che per il 90% sono le donne a rivelarsi insopportabili sul lavoro.La collega che non vorremmo avere si classifica come insopportabile fin dal suo ingresso in ufficio, per anni esprime la sua frustrazione sorridendo amabilmente: “no, non c’è problema, lo faccio io questo lavoro” (dovevi farlo tu, stronza), “sì, per me va bene domani alle 5” (ecco, adesso devo spostare la ceretta!), “certo, vado io in trasferta” (odio andare in trasferta) ma anche personali: “come stai bene” (sei ingrassata), “sei stanca?” (sembri invecchiata), “bel vestito” (ma doveLeggi tutto

Avete mai letto gli Amores, di Ovidio? Ovidio è uno scrittore che, un po’ per passione un po’ per sbarcare il lunario, quasi duemila anni fa,  raccontava quanto l’amore ci faccia soffrire, crescere e cambiare. Leggete qui: Anni dopo- molti anni dopo – uno scrittore americano, riflettendo sulla frase di Ovidio “dolor hic tibi proderit olim” – ossia “questa pena ti sarà di giovamento”, tradotto con “questo dolore un giorno ti sarà utile” – scrive un libro delicato e intenso. “Odio questa idea – ho detto – l’idea di un problema, di una cosa semplice come un problema, e che il problema sia individuabile, e quindiLeggi tutto