Scrivete Diane Arbus su Google. Cliccate Immagini. Guardate. Nani, ballerine,persone tatuate, paralitici, persone affette dalla sindrome di down,transessuali…l’occhio di Diane Arbus ha immortalato tutto ciò che, in quegli anni, era proibito guardare. Diane Arbus ha immortalato delicata le persone che la società voleva dimenticare. Il libro è una biografia non ufficiale della fotografa.Wikipedia dice che contiene diverse imprecisioni. Non è un libro che si apprezza per come è scritto: l’ho letto dall’inizio alla fine perché ero curiosa di sapere qualcosa in più su questa donna, le cui fotografie mi hanno colpito. Lo consiglio se credete, come me, che “Ogni ritratto non è altro che l’autoritrattoLeggi tutto

Ho paura torero è un verso di una canzone di Sara Montiel, se l’ascoltate vi immergerete nell’atmosfera sudamericana di un amore e di una rivoluzione impossibili. Nel Cile degli anni ’80, alla fine della dittatura di Augusto Pinochet,  protagonista è la Fata dell’Angolo – è lei che ha ispirato a Ozpeteck il titolo del suo film Le fate ignoranti – un travestito quarantenne (“una donna che trasuda amore e pena. Una donna che trasuda sentimenti di vergogna e tenerezza.”direbbe Alda Merini) che si innamora di Carlos, un giovane rivoluzionario che tenta di rovesciare la dittatura di Pinochet. La storia d’amore, intensa e complicata, sembra tratta da un filmLeggi tutto

Leggo stamattina che è uscito “Editori sul web. Un anno di osservatorio sull’innovazione nell’editoria”, una mappatura di 200 case editrici e del loro rapporto con internet, dal social network ai distributori digitali. Da quanto ho capito leggendo l’articolo qui sotto, gli editori sono stati classificati per il loro comportamento sul web a partire dalle categorie – echiane, cit.- di apocalittico, integrato, integrato moderato. Sono curiosa di vedere chi-sta-dove. il libro costa 1 euro, è disponibile in PDF, .ePub e .mobi sul sito di Asterik edizioni. Così descrivono il progetto: Una ricerca condotta su 200 case editrici con gli occhi, dell’utente, del lettore e dell’acquirente; è ancheLeggi tutto

L’anno scorso soltanto il 46% degli italiani ha letto almeno un libro, tra questi il 51,9% sono donne e il 39,7% uomini; per tracciare un paragone è utile sapere che tali numeri lievitano fino all’82% nel caso della Germania, al 70% in Francia mentre, in Spagna, il 61,4% degli intervistati si concede la lettura di (almeno) un libro. Nel 2011 gli italiani hanno speso 131milioni di euro per l’acquisto di un e-book reader (contro i 16milioni dell’anno prima) e 472milioni (contro 210milioni) per l’acquisto di un tablet, così come sono aumentati i titoli digitali disponibili: erano 1.619 nel 2009, sono diventati 31.416 a metà 2012.Leggi tutto

Ieri, a Milano, c’è stata la terza edizione di  IFBOOKTHEN un convegno, che si tiene tutti gli anni, sul futuro dell’editoria. Le parole chiave di questa edizione sono state tecnologia, dati (e metadati)  e contenuti. Stamattina, per fare un report per i miei colleghi, ho letto qualche articolo. Secondo me il più chiaro e completo è questo di @iscarlets che scrive:  Il ruolo e la funzione dell’editore non si discutono; si perseguono con l’attenzione ai dati e la fiducia da parte dei lettori. La prima cosa che rimane in testa, una volta usciti dall’edizione 2013 diIf Book Then, è un’assenza. Di formati, di standard, di ePub, HTML e XMLLeggi tutto