La mia gatta si chiama Artemide. L’ho chiamata come l’antica dea della caccia perché, 5 anni fa, ancora cucciola, ha ucciso un piccione e l’ha deposto ai piedi del letto e  perché ha dimostrato fin da subito un forte spirito di indipendenza. La mia gatta è selvaggia e buffa, dolce e pigra.  È entrata nella mia vita per caso. Sette anni fa ho saputo che un conoscente voleva sbarazzarsi di alcuni gattini e sono andata a vederli, cercavo un gatto nero con gli occhi gialli, i miei preferiti, invece mi è venuta incontro questa gattina dal pelo multicolore e dal naso rosa, mi è salita inLeggi tutto

Roberto Calasso, ne “L’Impronta dell’editore”, un libro che cerca di disegnare la teoria dell’arte editoriale, spiega, tra l’altro, come si fanno le copertine dei libri. (…) Nome, carta, colori, schema grafico: tutti elementi essenziali della collana. Mancava ancora quello da cui un libro si lascia riconoscere: l’immagine. Che cosa doveva essere quell’immagine in copertina? Il rovescio dell’ecfrasi proverei a definirla oggi. Naturalmente non ci siamo mai detti nulla di simile, ma agivamo come se fosse sottinteso. Ecfrasi era il termine che si usava, nella Grecia antica, per indicare quel procedimento retorico che consiste nel tradurre in parole le opere d’arte. (…) L’ineguagliato maestro dell’ecfrasi rimaneLeggi tutto

Negli anni 2000 mi piaceva leggere il Livejournal – il blog, all’epoca – di Bruko, una aspirante fotografa che scattava i primi selfie della rete. Sono passati 13 anni e Sara Lando oggi è Membro del direttivo dell’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti Tau Vision, ha lavorato e pubblicato con grandi nome del settore (Nokia, Manfrotto, D-La Repubblica delle Donne, Foto cult, etc) Ho scoperto – tramite Facebook il gran pettegolo –  che ha pubblicato una graphic novel molto particolare realizzata con un mix di tecniche analogiche e digitali: fotografia, collage, disegni e fotomontaggi. Il libro mi ha colpito perché in una casa editrice tradizionale – come quella in cuiLeggi tutto

MI stavo chiedendo se tutto questo fotografare i vostri figli e poi pubblicarli sul web, come se fossero l’ultimo paio di scarpe che avete acquistato e non delle persone, persone  ancora troppo piccole per potervi mandare a fare in culo, voi e il vostro ego bisognoso di LIKE, mi chiedevo se non fosse dannoso per i bambini. Mentre me lo chiedevo alcune delle mie conoscenti hanno partorito. Lo so perché Facebook è stato invaso prima dalle foto delle loro ecografie, in seguito da quelle del pancione che cresceva e infine dal neonato. Un articolo diceva che in media la foto del neonato viene pubblicata 40 minutiLeggi tutto

“La mè sempr armasta cara sta colina apartada, e stà macthia che la isol tanta parta dell’ultimo orizzonto.Ma a setars e a mirar strmnadi spazi al di là de quela,a sent un silenzio sovruman e nà pace più profonda ch’la n s’ po’ dir….tanto che a pensargh a me sperd e dov prr pogo il mi cor ins’ spavent. E com l’vento a sent stormir fra i rami de sta pianta, questo strmnado silenzio al paragon a mé pvrin: e la m ven n’ menta l’eterno, e la stagion morta, e la presenza e l’toco de Lè. Cuscì ‘n questo spazio immenso la sa negh l’ mi pensero: aLeggi tutto