Recensione: Alessandro Mari, Cronaca di Lei, Feltrinelli Editore

Recensione: Alessandro Mari, Cronaca di Lei, Feltrinelli Editore

ciao,

la recensione di oggi è sull’ultimo romanzo di Alessandro Mari, Cronaca di Lei, edito da Feltrinelli Editore a fine agosto 2017. Parliamo di una super novità. Sono stata invitata con altri blogger ad una chiacchierata con l’autore e la bravissima illustratrice della copertina del libro. Qui sotto trovate il resoconto ma prima di iniziare clicca Mi piace sulla pagina Facebook  e Instagram di Unalettrice.  

Cronaca di lei: la trama 

Milo”One Way” è un pugile all’apice della fama. Non è facile restare in cima. Soprattutto quando, per la correzione di un difetto alla vista, ha cominciato a temere gli avversari. Entra intanto nella sua vita una ragazza bellissima, modella senza futuro ma abbastanza spregiudicata per muoversi negli ambienti mondani che Milo frequenta con la sua corte al seguito, guidata dalla sorella.

Manager senza scrupoli, è capace di cavar fuori dalla carriera del pugile ogni sorta di attività commerciali. Il mondo che Milo si è lasciato alle spalle (la miserabile provincia post-industriale italiana, una famiglia disfunzionale e sofferente) sembra volere sempre riaffiorare: l’entourage che campa sulle sue spalle gli rimanda un’immagine ormai oscura della sua fama, soprattutto ora che le sue sicurezze di grande sportivo vacillano.

Nella nuova cieca remissività che sembra il suo passaporto esistenziale per avere un futuro si insinua la figura di un giovane biografo omosessuale, un biografo che diventa spia, testimone pericoloso, confidente.

Milo deve solo decidere da che parte stare: con la sorella e i suoi teatri di crudeltà e di sopraffazione o con il suo nuovo amore, per metà vittima e per metà angelo di vendetta? E intanto a ogni incontro sul ring perde smalto e vede con terrore la via del declino davanti a sé.

L’incontro 

Cronaca di lei,  l’ultimo romanzo di Alessandro Mari, è uscito il 31 agosto e noi blogger siamo stati invitati il 1 settembre  per una chiacchierata con l’autore. 

 
“Lei”, perché è la ragazza del mistero? è una presenza importantissima nel libro, mi sono divertito a immaginarla piena di fascino senza svelare troppo di lei, ma dandole comunque carattere e tridimensionalità. Pur non avendo un nome, infatti, è il personaggio che più attrae l’attenzione.
 
La figura di Milo, come si pone nei confronti delle due donne del romanzo?Milo si trova al centro esatto del ring. Ai lati troviamo Irene, la sorella disposta a tutto per il bene del clan, dall’altro lato la ragazza che sta conquistando la sua mente e il suo cuore.

 
Il personaggio più difficile da sviluppare?L’insospettabile autore Leo Ruffo, forse perché fa il mio stesso mestiere.
 
Qual è il vero significato del mantra ‘Mi vedi?’ In realtà, nel libro, l’ho inteso più come un ‘mi riconosci’, uno step della conoscenza tra Milo e la ragazza e segna il passaggio ad un legame più profondo. Un filo sottile che collega due persone che cercano di stare insieme e superare le proprie fragilità.

 Francesca Zoni, illustratrice della copertina del testo e io  in una foto scattata da Elisa Impiduglia di DevyStylish
Potremmo definire il romanzo “fisico”? sì, perchè è una storia di corpi che si toccano e agiscono. C’è molta azione nel libro e non dimentichiamo che entrambi i protagonisti lavorano con il proprio corpo: Milo come pugile e Lei come modella.
 
Nelle descrizioni iniziali i colori sono molto accesi, quasi espressionisti. È stata una scelta istintiva?
Avete presente “Uomini e topi”? C’è una scena iniziale in cui Steinbeck continua a usare gli stessi aggettivi, riempiendo tutto di verde. È una scena che mi ha ossessionato per anni. I colori vivaci aiutano ad alleggerire la narrazione.
 
La copertina del romanzo gioca su dei contrasti molto netti e definiti. E’ stata una tua scelta o richiesta? La copertina incarna e riassume perfettamente lo stile del romanzo. è stato dato un volto alla ragazza del mistero senza caratterizzarne i tratti proprio per mantenere il più totale riserbo sulla sua persona. I colori completano l’opera: pochi e d’impatto per mantenere l’essenzialità.
 
recensione: Alessandro Mari, Cronaca di lei Autografo dell’autore!

 “Scrivo libri che mi piacerebbe leggere”

 La mia domanda è stata “quanto del linguaggio del romanzo è stato ispirato dalla lettura di McCarthy? Infatti sfogliando le pagine ho notato subito uno stile scarno, essenziale, poche parole in fila prima di mettere punto e andare a capo, lo stesso stile di Cormac McCarthy in Trilogia della Frontiera.” Sicuramente parecchio, ma più dai suoi libri vecchi, quelli degli anni Settanta. Da lettore lo trovo una grande sfida. Nonostante la sua scrittura sia in apparenza povera riesco a ricostruire bene la psicologia dei suoi personaggi. Credo che questa ricerca per me sia incominciata col mio secondo libro, quello su Francesco D’Assisi, che poi è uno che si spoglia di tutto, per cui la mia scrittura partiva con abbondanza per poi prosciugarsi verso la fine.

L’autore 

Alessandro Mari (1980) è narratore e traduttore. Con Troppo umana speranza (Feltrinelli, 2011), suo esordio narrativo, si è imposto all’attenzione di pubblico e critica vincendo il Premio Viareggio-Rèpaci. Ha poi pubblicato Gli alberi hanno il tuo nome (Feltrinelli, 2013), L’anonima fine di Radice Quadrata (Bompiani, 2015), Cronaca di lei (Feltrinelli, 2017) e la graphic novel Randagi (Rizzoli-Lizard, 2016). I suoi lavori sono tradotti in Europa e in Sudamerica. Ha inoltre firmato e condotto programmi di cultura per la televisione.

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Grazie e alla prossima! 

Alessandra 

www.unalettrice.org 

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