Recensione: Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio

Recensione: Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio

Ciao, 

Iniziamo la serie SCRITTRICI CHE AMO. Dopo questo post vi ho chiesto  c’è qualche recensione che vi interessa particolarmente? se sì, scrivetemelo nei commenti! E la prima e più amata è Zia Jane.  Prima di tutto ascia un like di supporto sulla pagina Facebook e seguimi sulla pagina instagram!  di Unalettrice. Ho bisogno del tuo sostegno!  Ma ora ecco la mia recensione di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. Enjoy!

Un romanzo che continua ad avere qualcosa da dire al lettore.

A 15 anni ho comprato una copia di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen in un’edicola di paese. Qualche giorno dopo, appena iniziata la lettura, mi venne la febbre, o finsi di avere la febbre – durante la mia adolescenza ho finto spesso di avere la febbre per poter leggere in santa pace – per terminare tutto il romanzo. Ne rimasi deliziata, chiusi il libro e tornai al mio liceo, alla mio ragazzo, agli amici, alla mia vita dell’epoca.

Passavano le settimane e ricordavo perfettamente il libro: ogni tanto mi tornavano in mente una battuta o un dettaglio. Alzai le spalle, indifferente. Dopo qualche mese capii che i personaggi, l’ambientazione e i sentimenti descritti non sarebbero svaniti nel giro di poco tempo, ma avrebbero acquistato forza, mano a mano che crescevo e scoprivo, sulla mia pelle, l’orgoglio, l’amore, il pregiudizio.

Da allora ho riletto Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen una volta sola, e nonostante questo è stampato chiaramente nella mia mente come uno dei libri che mi sovviene, con una frase, un dettaglio, un personaggio. Per me è un classico e un capolavoro perchè, anche se sono passati 200 anni dalla sua pubblicazione, e io sono cresciuta, e il mondo è cambiato, e molto, Orgoglio e pregiudizio ha catturato su carta sentimenti eterni che continuano a parlare ai lettori. 

Orgoglio e pregiudizio: storia di potere (e di amore)

In breve possiamo riassumere la trama di Orgoglio e Pregiudizio in questa frase del romanzo e nelle sue conseguenze:

«È verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie»

Il romanzo, ambientato nell’Inghilterra del 1813, è la storia delle cinque sorelle Bennet e dei loro corteggiatori, con al centro il romantico contrasto tra l’adorabile e capricciosa Elizabeth e l’altezzoso Darcy. Lo stile di Jane Austen è di acuta osservazione, delicata ironia,  intrattiene con i piacevoli toni della commedia, anche se, secondo me, il romanzo traccia sia una brillante descrizione dell’epoca regency, in cui è ambientato, sia una profonda descrizione delle dinamiche dell’animo umano. 

Darcy era uno scapolo ricco, davvero ricco.

Nel 1813 le donne non lavoravano, il loro tenore di vita era determinato dalla rendita della famiglia di origine e dal tipo di matrimonio che facevano. I Bennet erano una famiglia di modeste entrate, non sufficienti a mantenere cinque figlie femmine.   Infatti, non appena le sorelle conoscono Mr Darcy, nel romanzo viene ribadito a più riprese come la rendita di Mr. Darcy si aggiri intorno alla 10.000 sterline annue.

Ma cosa significa questa cifra in riferimento agli standard dell’epoca? Prendendo in considerazione le differenze economiche e sociali, il giornale The Telegraph ha calcolato come una rendita di 10.000 sterline all’anno nel 1813 potrebbe equivalere a una rendita contemporanea di circa 16,5 milioni di euro, al mese. Senza calcolare le proprietà terriere: i calcoli del “Telegraph” ipotizzano che la disponibilità economica di Mr. Darcy poteva aggirarsi (in termini economici attuali) in qualcosa come 415 milioni di euro. Questo senza contare il valore delle sue proprietà né i ricavi delle sue fattorie a Pemberley!

Capite perchè la signora Bennet, madre di cinque figlie, quasi sviene, al solo pensiero di far incontrare le figlie con Darcy? 

 

Pregiudizi: laddove nascono gli ostacoli all’amore. 

Gli ostacoli che si presentano prima del compimento dell’amore sono dovuti ai Pregiudizi. Elizabeth, appena incontra Darcy, lo giudica subito freddo e orgoglioso, pieno di sé e distante. A lei, Darcy fa una pessima prima impressione che nel tempo peggiora, a causa di malelingue e, appunto, pregiudizi. Mr Darcy ricchissimo e aristocratico, la giudica di famiglia modesta e arrampicatrice, anche se non può fare a meno di innamorarsi di lei e chiederle, con molta difficoltà dovuta alla sua freddezza britannica e aristocratica, di sposarlo. 

Orgoglio: Elizabeth non scende a compromessi, vuole l’amore. 

Elizabeth, accecata dai pregiudizi, rifiuta la prima proposta di matrimonio di Mr Darcy a causa  di un equivoco che la porta a pensare che Mr Darcy è una persona spregevole. Il suo è un atto di Orgoglio: Lizzie, sceglie la propria felicità e rifiuta una sicurezza economica duratura e per tutta la sua famiglia. (qui la madre quasi sviene, dovete sapere che il romanzo è scritto con molta ironia e la madre è il mio personaggio preferito in assoluto) 

Uno sguardo acuto sulle dinamiche umane. 

I pregiudizi che nutrono uno per l’altra sono frutto della società inglese dell’epoca e Jane Austen in fondo spia dal buco della serratura i suoi personaggi portandone alla luce dei comportamenti che la buona educazione avrebbe richiesto di nascondere: ad esempio i pregiudizi dettati dalla classe sociale, oppure come la voglia della signora Bennet di vedere le figlie sistemate con buoni partiti, oppure la scappatella della sorella minore con il maggiore Whickam… 

Regency e brillante: uno stile di scrittura inimitabile ed eterno.

Orogoglio e Pregiudizio è stato adattato a film, serie tv, fumetto, sequel, romanzi ma rimane un unicum dallo stile inimitabile. Meglio del romanzo originale non c’è niente. L’ironia, la costruzione di personaggi decisamente comici, e nello stesso tempo un atteggiamento d’affetto e di indulgenza, determinando l’affermazione indiscussa della scrittrice.

Jane Austen, scrittrice povera e single. 

Jane non ebbe molte proposte di matrimonio: oltre a essere piuttosto povera, non era particolarmente bella, ma la cosa peggiore era il suo senso dell’umorismo, la sua ironia affilata, inaccettabile in una giovane donna in cerca di marito. Non diventò famosa in vita, il successo, ironia della sorte, arrivò due anni dopo la sua morte. Le sue protagoniste, come lei,  sono donne determinate e sincere, per nulla arrendevoli, alla ricerca di un lieto fine. 

 

Spero che la recensione vi sia piaciuta! 

Alla prossima, 

Alessandra 

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