Recensione: Zadie Smith, Swing time, Mondadori 2017

Recensione: Zadie Smith, Swing time, Mondadori 2017

ciao amici,

nuovo post e nuova recensione: ecco la recensione di Swing Time, Zadie Smith, pubblicato in Italia nel 2017 da Mondadori. 

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bene, iniziamo! 

Swing time, scrivere a ritmo di musica

Swing Time è il titolo di un film del 1936 dei famosi ballerini Fred Astaire e Ginger Rogers . Forse in italiano il richiamo al vecchio film non è immediato perchè nel nostro paese è stato intitolato Follie d’inverno, ma per gli appassionati di cinema il titolo Swing Time richiama subito il movimento di due ballerini eleganti, sorridenti, leggeri. Swing Time è per l’appunto un romanzo che scivola, avanza e indietreggia, gira, si volta, sorride e improvvisa, come una danza guidata dalle emozioni.

«Dovevo avere a che fare con le emozioni, tutto ciò che sentivo riuscivo ad esprimerlo molto chiaramente, ero capace di portarlo allo scoperto».

La trama: troppi temi?

La protagonista di Swing Time (senza nome per tutto il libro) è una bambina cresciuta nelle case popolari di Londra con l’amore per la danza, i ballerini dei vecchi film hollywoodiani, conosce da adolescente la sua amica: Tracey come lei figlia di genitori multirazziali, Tracey che per la danza ha il talento naturale che alla protagonista manca, Tracey aggressiva quanto lei è mite. La storia di una ragazza che va a lavorare come assistente di una grande popstar, mentre l’amica, pur talentuosa, non avrà pari fortuna. Ad un certo punto la narrazione si sposta in Africa perchè la pop star per cui lavora la protagonista senza nome desidera intensamente e capricciosamente salvare il continente nero. La critica che ho sentito più spesso nel sottobosco di lettori sconosciuti di cui faccio parte è “troppa carne al fuoco, troppi temi affrontati in maniera superficiale” (noi lettori anonimi siamo dotati di una sincerità brutale, lontana dalla raffinata e eloquenza dei critici letterari) Io non la penso proprio così, ed ecco la recensione di Swing Time Zadie Smith.

 Zadie Smith nata da padre inglese e madre giamaicana, come la protagonista senza nome di questo romanzo, è cresciuta proprio in un sobborgo inglese operaio come quello descritto nel romanzo.  Le due protagoniste diventano amiche perchè, uniche ragazzine miste in tutta la stanza, si riconoscono. Cosa riconoscono ad un primo sguardo l’una dell’altra? Che, entrambe, hanno sfumature di bronzo sulla pelle e ricci afro sulla testa: che  – entrambe-  hanno genitori multirazziali:  “ci avvicinammo istintivamente riconoscendoci, fra molti e fummo subito inseparabili”.  

Non si può dire che si soffermi a lungo su questo tema, anzi, Smith apre e complica la questione: in un capitolo in cui le ragazzine si toccare il seno da un ragazzo, il più bello della scuola, che è bianco; il padre bianco e lo zio giamaicano che fumano erba; la madre giamaicana della protagonista che lotta politicamente (in quanto donna e nera) e dalla popstar (bianca e famosa e ricca) che vuole salvare l’Africa. Non c’è spazio per approfondire, siamo trasportati – come nella vita vera – da una situazione all’altra, sull’onda delle nostre emozioni e della nostra personale esperienza. 

Danzare una narrazione

Zadie Smith ha per me la capacità di danzare una narrazione mescolando sia la sua esperienza di vita personale sia la sua esperienza di vita in questo mondo (ad esempio la pop star Aimee che vuole salvare l’Africa, non vi ricorda un po’ Madonna o Angelina Jolie?). Swing Time è scritto come una danza imperfetta, tribale, coreografica, corale, improvvisata, africana, europea, femminile, e inconoscibile nella sua bellezza: non ci resta che osservarne ammirati le evoluzioni.    

 

 Cosa dice la critica 

Già solo per l’intreccio, Swing Time è una lettura meravigliosa. Il viaggio della narratrice dal quartiere duro al glamour del jet set e ritorno è roba succosa da adattamento cinematografico. Per non parlare della musica! (Taiye Selasi, Guardian, 2016) 

La nostra narratrice cerca soprattutto un posto in cui sentirsi a casa. Quel posto lo può fornire una migliore amica, anche se perduta, soprattutto per le donne. I comfort che dà l’amicizia non si possono sottovalutare. Come tutti i romanzi di Smith, Swing Time ha cose intelligenti da dire sulla razza, le classi e il genere, ma quella più toccante è questa. Posto ciò che siamo, chi ci hanno detto che non siamo, e chi immaginiamo di poter diventare, come facciamo a trovare la strada di casa? (Taiye Selasi, Guardian, 2016) 

Cosa ne dice Zadie Smith, la scrittrice

“È come se avessi scritto un libro su una strada che non ho mai preso. Come se stessi recitando la mia falsa autobiografia. Una vita immaginata.”

 

ciao, alla prossima recensione!

Alessandra

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